Bob Dylan, Knockin’ on Heaven’s door per dirti auguri

Bob Dylan

Bob Dylan, vero nome Robert Allen Zimmerman, nasce a Duluth, una piccola cittadina del Minnesota, quasi al confine con il Canada, il 24 Maggio 1941. Oggi, dunque, ricorre il suo compleanno.

Che cosa dire di Bob Dylan che non sia già stato detto o scritto? La Rete pullula di sue biografie e aneddoti che lo riguardano. E non potrebbe essere diversamente. Amato, contestato, discusso, è sempre un grande della musica internazionale. Inizia come cantante rock, poi passa alla musica di protesta diventando un idolo degli anni sessanta, per poi approdare al pop che per molti integralisti tradiva gli ideali della contestazione.

Checché se ne possa dire, in ogni genere in cui si è espresso – scrittore, poeta, pittore, attore, conduttore radiofonico, cantautore, autore, – è stato e rimane una delle più importanti figure degli ultimi cinquant’anni nel campo musicale, in quello della cultura popolare e della letteratura. Nella sua vita artistica e no, si è sempre dimostrato un genio. La sua voce aspra e tagliente, il suo stile rozzo ma efficace, colpiscono non solo il grande pubblico ma anche i critici musicali come Robert Shelton, che con un articolo sul New York Times lo lancia come un missile nella scena folk nuovayorchese. E’ il folk, infatti, la forma musicale che il movimento giovanile ha scelto in quegli anni come bandiera. Il rock and roll era visto alla stregua di musica commerciale e senza alcun valore. La politica si fondeva con il folk attraverso quelle canzoni dette “di protesta”, che proprio Dylan era destinato a far conoscere al mondo intero.

Noi oggi, in ocasione dei suoi 72 anni, rendiamo omaggio a Dylan con un suo capolavoro in assoluto: Knockin’ on Heaven’s Door. Questa canzone fu scritta da Bob Dylan per la colonna sonora del film western di Sam Peckinpah del 1973 “Pat Garrett & Billy the Kid”. Negli anni, il brano è ripreso da Guns ‘N Roses, Greateful Dead, Mark Knopfler, Eric Clapton, Bon Jovi, Bob Marley, Angela Aki, Avril Lavigne, Aerosmith e moltissimi altri artisti. Si tratta di una canzone bellissima, un cult degli anni 60 cantata da Dylan anche al Woodstock Festival. Il testo da alcuni è interpretato come la descrizione dei pensieri di un vice-sceriffo che sta morendo (da qui il riferimento al distintivo). Secondo un’altra interpretazione, si tratterebbero dei pensieri di un soldato morente; sarebbe dunque una struggente denuncia contro la guerra e le innocenti vittime che essa provoca. Quest’ultima interpretazione sarebbe attestata dalle tendenze pacifiste dello stesso cantante.

Auguri, dunque, a Bob Dylan, e grazie per questa piccola gemma destinata a brillare per sempre nel firmamento della musica.

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