Battiato contro. Torna la canzone di protesta?

Battiato

La politica dovrebbe amministrare le risorse economiche derivanti dalle tasse per favorire quei poveri individui che non hanno lavoro. Uno stato serio questo fa! Invece in Italia abbiamo chi sta con una escort e l’indomani prende una commissione“, Franco Battiato.

Negli anni sessanta e settanta c’è stata tutta una generazione di cantautori italiani attenti alla vita politica del Paese. Le loro canzoni hanno fatto da collante sociale, hanno aggregato dando vita a una forma di protesta collettiva. La musica faceva da sottofondo discreto a parole che in qualche modo orientavano e sensibilizzavano la comunità. Hanno fatto cultura, hanno creato una coscienza sociale per tentare di opporsi a quella politica che, ieri come oggi, chiede una società asservita fatta di automi tutti uguali gestiti da un pensiero unico dominante.

Franco Battiato già con Povera Patria prima e Inneres Auge – Il tutto è più della somma delle sue parti dopo, aveva espresso tutta la sua indignazione per la politica corrotta e l’arroganza del potere che regnano sovrane in Italia: “Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina. Uno dice che male c’è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?  Non ci siamo capiti…e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?  Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro? La Giustizia non è altro che una pubblica merce…  di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente… ” (da Inneres Auge.

Oggi il maestro è ancora più diretto, nel caso qualcuno non avesse capito bene il suo messaggio, ribadisce senza mezzi termini: “Questi politici devono andare fuori dai coglioni” E poi continua: “Rispetto all’Europa siamo i più arretrati. Berlino ha nove orchestre sinfoniche per tutta la città. Ditemi in tutta l’Italia quante orchestre sinfoniche ci sono. Il problema è che la politica non dovrebbe entrare nell’arte perché non centra niente con l’arte, invece abbiamo CDA, consigli di amministrazione di qua e di là. Tutte cose inutili e dannose. La politica dovrebbe amministrare le risorse economiche derivanti dalle tasse per favorire quei poveri individui che non hanno lavoro. Uno stato serio questo fa! Invece in Italia abbiamo chi sta con una escort e l’indomani prende una commissione”.

Alle condivisibili esternazioni di Franco Battiato, seguono gli atti di protesta di altri cantautori. Antonello Venditti brucia le foto dei politici e Carmen Consoli provoca e denuncia la degenerazione dei costumi che penalizza il ruolo della donna, prima con il disco AAA cercasi e poi con le parole: “Quello che mi preoccupa e che m’ispira, è l’impoverimento che stiamo affrontando nel nostro Paese. Il fatto che adesso la priorità delle nostre figlie sia fare le puttane, perché in Italia non conviene più laurearsi, la cultura è bistrattata. Dicono tutti così no? Peccato che da noi i più grandi eroi dell’antimafia, Peppino Impastato per esempio, ci hanno insegnato che la cultura è la sola arma in grado di salvarci dalla mafia”.

Che stia ritornando alla canzone di protesta? I segnali ci stanno tutti. Noi lo speriamo di cuore e non perché siamo dei nostalgici, ma perché se ne sente davvero il bisogno.

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