Automobili e pomodori, il futuro della bioplastica è rosso

Automobili e pomodori, il futuro della bioplastica è rosso

Automobili e pomodori? Un connubio strano, ma a quanto pare possibile perché dagli scarti del succoso ortaggio si può ricavare plastica sostenibile. Il futuro della bioplastica, e quindi delle auto, è davvero rosso: rosso pomodoro.

Chi l’ha detto che i pomodori servono solo per mangiare? Certo, per un frutto così la prima cosa che si pensa è quella della presenza, immancabile, sulle nostre tavole. Staremmo per dire pomodoro in tutte le salse. Ma la realtà ci consegna qualcosa di leggermente diverso, un vero e proprio futuro tecnologico per il pomodoro, che probabilmente racconterà la sua anche in altre vesti, sotto altre sembianze.

Specialmente per noi Italiani, che siamo abituati a vedere sugli schermi televisivi sempre più spesso tonnellate di pomodori al macero, si prospetta una possibilità interessante, se solo sapremo adeguarci alle imbeccate che lo studio di Ford e Heinz ci sta dando.

Si tratta dell’utilizzazione degli scarti della lavorazione del pomodoro che possono diventare a breve e medio termine bioplastica, un materiale interessante per l’utilizzazione in vari campi.

Ford Motor Company, la nota casa automobilistica americana, insieme a HJ Heinz Company, il colosso alimentare cinese, stanno approntando uno studio ormai da qualche tempo proprio su questa materia. L’accordo si riferisce alla creazione di bioplastica finalizzata alla produzione di materiali ecosostenibili soprattutto all’interno delle vetture. In particolare si tratta di parti minori delle autovetture, come ad esempio staffe di supporto per i cavi dell’impianto elettrico o vani portaoggetti. Ma questi sono solo degli esempi, in realtà si sta studiando la possibilità di utilizzare questa bioplastica per molte altre parti delle vetture.

Gli studi, al momento riguardano soprattutto la capacità di resistenza di questi materiali, nonché altre caratteristiche, come peso, densità e quant’altro. In realtà l’idea principale del riciclaggio dei pomodori è venuta dall’industria cinese HJ Heiz Company, che aveva il problema non indifferente di smaltire i milioni di tonnellate degli scarti di pomodoro conseguenti alla produzione di Ketchup. Bucce, semi e gambi di pomodori, per l’impressionante cifra di due milioni di tonnellate l’anno.

Ed ecco l’idea innovativa e geniale di unirsi alla Ford per la ricerca. Ma adesso, vista la quantità dei pomodori che produciamo pure qui da noi, forse faremmo bene a pensare seriamente alla cosa, magari con l’accordo fra una casa produttrice di pomodori e quello che resta in Italia della nostra FIAT.

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