Cina, contro lo smog aria in barattolo. Quando l’arte sposa l’ambiente

Cina, contro lo smog aria in barattolo. Quando l’arte sposa l’ambiente

Troppo smog? In Cina l’aria pulita si vende in barattolo. Questa l’idea di un artista che ha deciso di far sposare l’arte con l’ambiente per attirare l’attenzione sull’inquinamento atmosferico che nelle città cinesi ha assunto proporzioni gigantesche.

Dopo l’aria di Napoli in barattolo e l’aria della Sila in buatta, a finire in una lattina è l’aria francese. L’aria dovrebbe essere aria un po’ dappertutto. E invece non è così, perché un artista cinese ha deciso di mettere in un barattolo quella buona per poi rivenderla.

Liang Kegang, artista di Pechino, ha stabilito così, dopo essere stato in Provenza per motivi di lavoro. Un barattolo di aria buona proveniente dalla Francia meridionale è stato venduto a un imprenditore di Chengdu per 620 euro. Si tratta di una protesta tranquilla, estrosa, anche se non proprio originale, ma di sicuro molto ferma. Un modo per affermare che probabilmente c’è ancora la possibilità di salvarsi dall’inquinamento da smog, che in certe metropoli cinesi ha raggiunto livelli parossistici.

Liang, intervistato, ha tenuto a sottolineare che l’aria è un bene senza prezzo e ugualmente respirabile per tutti. Ha aggiunto che questo è il suo modo di criticare il problema dell’inquinamento in Cina e di esprimere il suo malcontento.

Ovviamente, la questione dell’inquinamento da smog non si limita solo ai danni, notevoli, che può arrecare alla salute. L’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti riporta, nei propri recenti lavori, dei dati assolutamente inquietanti. Il clima nell’emisfero boreale del pianeta pare essere considerevolmente influenzato dall’inquinamento. Ad esempio l’aria inquinata determina un rafforzamento della potenza energetica sull’Oceano delle tempeste, in questo modo causando scompensi climatici anche in altri luoghi del pianeta.

Yuan Wang, ricercatore del California Institute of Technology, punta l’indice contro questi effetti drammatici che causano nuvole di maggiori dimensioni e più dense, e conseguentemente precipitazioni più abbondanti. Ma è proprio nelle megalopoli cinesi e indiane che si hanno i livelli più alti in assoluto di smog. A New Delhi e Pechino l’aria è diventata pressoché irrespirabile e, anche se i leader cinesi, ad esempio, hanno dichiarato di voler affrontare il problema, l’attuazione di misure di contenimento è nettamente inferiore alla frenetica crescita industriale che sta vivendo nella Cina stessa.

Nel frattempo Liang Kegang, che forse non è riuscito a vendere tutte le sue opere, almeno è riuscito a guadagnare qualcosa dalla vendita dell’aria. Buona, ovviamente.

Lascia una risposta