Api, la UE sancisce i loro diritti

Ape e UE

Il Parlamento europeo ha riconosciuto i diritti delle api e il ruolo importante e strategico per la società e l’ambiente di questi laboriosi insetti.

“L’apicoltura fornisce un servizio pubblico di valore ambientale e di valore strategico per la società, è un modello di produzione sostenibile nel contesto rurale, pregevole esempio di occupazione verde per la conservazione della biodiversità e dell’equilibrio ecologico. La produzione agricola necessita del servizio d’impollinazione. Le drammatiche difficoltà e perdite che il settore vive in tutto il mondo sono causate da una sinergia di fattori: le malattie delle api, l’indebolimento del loro sistema immunitario, il cambio climatico, le modificazioni d’uso del suolo e l’aumento delle monocolture che determinano mancanza di risorse mellifere per le api, nonché l’uso di prodotti fitosanitari e tecniche agricole non sostenibili. Con il rischio che Apis mellifera divenga una specie in via di estinzione”. Questo è quanto riconosciuto ieri dalla UE.

Era ora! Da anni stiamo assistendo alla scomparsa delle api, e con loro scompare l’80% dell’impollinazione fornita da questi operosi insetti alle principali colture alimentari nel mondo.  Stiamo parlando del  9,5 per cento del valore totale della produzione di cibo. Lo ha rivelato uno studio condotto dai ricercatori francesi dell’Inra e del Cnrs e tedeschi dell’Helmholtz Centre for Environmental Research (Ufz).  Lo studio fornisce una stima del valore e delle perdite per il mondo dell’agricoltura correlata al declino degli insetti impollinatori. La causa? I fitofarmaci, l’inquinamento (di aria, acqua e suolo), i cambiamenti climatici repentini e prolungati, l’elettrosmog causato da vari ripetitori, antenne e uso eccessivo di cellulari. Insomma, una moria causata da quelle attività umane che, se pur necessarie perché il progresso tecnologico non si può arrestare, vengono effettuate senza il dovuto rispetto per l’ambiente.

Ma davvero si può parlare di progresso o di processi evolutivi se fra questi e tutti gli esseri viventi, animati e inanimati, se con tutto il pianeta Terra non si instaura uno stretto rapporto di interdipendenza? E’ possibile pensare a un futuro dell’Uomo senza una connessione reciproca fra queste due realtà che si condizionano a vicenda? Tra l’altro, l’Uomo dovrebbe acquisire la consapevolezza che la Terra ha la forza e la capacità di rigenerarsi nonostante gli abusi che subisce continuamente . Chi è in pericolo di sopravvivenza non è la Natura ma l’Uomo.

La Natura ci regala l’incanto di alcuni momenti e per questo dovremmo essere a lei grata, ricambiando con l’unica cosa che noi, esseri umani, possiamo darle: il rispetto.

C’è un’ape che se posa su un bottone di rosa: lo succhia e se ne va…Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa“. (Trilussa, Felicità)

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