Ambiente, franano Paese e Ministero

L'Italia che frana

Certe notizie, a leggerle, non ci si crede. Si resta attoniti e increduli al cospetto di molti provvedimenti del Governo attuale, ma i tagli al Ministero dell’Ambiente sono sconvolgenti, oltre che irresponsabili.

Scopriamo dal Dossier presentato da WWF che il governo Berlusconi ha spedito il Ministero dell’Ambiente all’ultimo posto della classifica per denaro percepito. Negli ultimi tre anni il bilancio ha subito un taglio del 60% e se nel 2009 il ministero poteva spendere 1,2 miliardi di euro, il prossimo anno avrà a disposizione appena 514 milioni. Sono talmente tanti i tagli effettuati, che non è peregrino pensare che potrebbe essere messo in liquidazione il Ministero istituzionalmente preposto all’Ambiente e alla Tutela del territorio e del mare.

Inoltre, fa davvero rizzare i capelli in testa è la scelta gravissima, irresponsabile, quasi omicida, di tagliare le risorse destinate alla prevenzione dei disastri idrogeologici, passate da 175 milioni di euro di quest’anno ai 32,7 del prossimo. Ma come? L’Italia, a ogni odore di pioggia nell’aria, frana inesorabilmente provando centinaia di vittime e miliardi di euro di danni al territorio, e il Governo invece di stanziare i fondi per la messa in sicurezza, taglia i fondi? Forse ai signori governanti bisognerebbe ricordare che a causa di frane e inondazioni, infatti, nel nostro Paese, fra il 1950 e il 2008, ci sono state almeno 6.380 vittime (morti, dispersi, feriti) per frana, e almeno 2.699 vittime d’inondazioni. E questo tragico “bollettino di guerra” continua a essere aggiornato quasi quotidianamente.

Si tagliano i fondi per l’Ambiente e s’investe sul nucleare. Non ci sono soldi per la prevenzione e con la legge 133, si regalano fondi alle Chiese mascherando le laute elargizioni – in modo subdolo e vile – con il nome altisonante di “Fondo per la tutela dell’ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio”. C’è davvero da che rimanere basiti. E’ tutta una grande farsa. La parola “Ambiente” è talmente abusata da essere utilizzata solo per mascherare intrallazzi e malaffare. Che tristezza! E hanno avuto anche l’ardire di chiamarla “Legge di stabilità“. Non c’è che dire una “stabilità” molto destabilizzante perché da sola riesce a far franare suolo, territorio, aree protette, l’immenso patrimonio naturale e culturale e pure il Ministero. Incompetenza, irresponsabilità, cecità? Forse, semplicemente, interessi che esulano da quelli della Nazione, perché l’Ambiente è l’unica vera fonte economica su cui si fonda la nostra economia, legata soprattutto al turismo.

Adesso chissà che fine faranno la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici e l’attuazione della Convenzione sui cambiamenti climatici. Perché, soprattutto, per quest’ultima, senza fondi c’è ben poco da attuare.

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