Addio vecchio Pino di Villa Nardi!

Pino villa nardi sorrento

A Sorrento, del fiero e maestoso Pino di Villa Nardi, icona storica della cittadina campana, ne restano solo qualche fetta e tonnellate di legna andata letteralmente “a ruba”!

Il 2011, proclamato dall’ONU anno internazionale delle Foreste, si è aperto a Sorrento con la perdita di uno dei simboli del suo patrimonio botanico.
Visibile da mare e immortalato in numerose immagini e cartoline, lo storico e secolare esemplare arboreo di Pinus pinea, che si ergeva maestoso da oltre un secolo nella Villa La Terrazza di Sorrento incorniciando il porto sottostante, con i suoi 12 metri di altezza e 332 centimetri di circonferenza, era uno degli ultimi grossi esemplari di pino domestico presenti sul costone tufaceo della città e costituiva, senza ombra di dubbio, un elemento indiscutibile del paesaggio e della geografia dei luoghi.

Era stato piantato dal Barone Maxmilian Von Gunderròde di Francoforte nei primi del ‘900, sulla terrazza della Villa Nardi (già Hotel Europa e poi Hotel d’Angleterre) all’interno di un uliveto, assieme a due palme della specie Phoenix e Washingtonia e ad un filare di platani, tuttora presenti, posti al confine tra il viale di accesso e la strada comunale. Disseccato per cause non meglio accertate, con ordinanza di abbattimento esecutiva pendente sul capo emessa dagli uffici comunali per temuto pericolo, è stato abbattuto in questi giorni da una ditta di esperti tree-climbers provenienti da Teramo che, sfidando la gravità, lo hanno fatto letteralmente a pezzi.

Pino nardi tagliato

“Su quali siano state le cause che abbiano portato al deperimento e alla morte del grosso esemplare arboreo è difficile dare una risposta certa”. – Racconta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – “E’ molto probabile che ci siano state una serie di concause tra cui, in primis, gravi danni all’apparato radicale, causati da recenti interventi antropici, che ne avrebbero compromesso l’assorbimento delle sostanze vitali dal terreno, aggravati da drastiche potature con taglio di grossi rami, praticati circa 6 anni fa su quasi metà della chioma, che hanno comportato la riduzione della capacità fotosintetica della pianta e ferite mai guarite. L’osservazione del tronco ha permesso inoltre il riscontro di piccoli fori sulla corteccia corrispondenti a gallerie subcorticali dovute all’azione di coleotteri scolitidi corticicoli, che scavano sulla corteccia di tronchi e/o grosse branche di conifere già debilitate. Il pino aveva un’età stimata di 130 anni…una veneranda età, ma non tale da considerarsi la punta massima del ciclo vitale del Pinus pinea di cui si conoscono esemplari di almeno il doppio di età”.

Il WWF intervenuto sul posto durante il taglio ha recuperato una sezione circolare del tronco. “Tale fetta di legno che per molti potrebbe costituire solo un elemento per un tavolino o un insolito souvenir – continua d’Esposito – costituisce  invece un reperto importantissimo e unico per poter effettuare tutta una serie di ricerche. Infatti proprio nel tronco tagliato sono racchiuse una molteplicità di informazioni e dati sulla pianta e sull’ambiente circostante. Dallo studio di tale reperto, e dalla lettura degli anelli di accrescimento stagionali della pianta, sarà possibile dedurre l’età precisa dell’albero e la sua storia, oltre che effettuare interessanti osservazioni sugli andamenti climatici (piovosità, siccità, etc.) che si sono succeduti negli ultimi 130 anni nel comune di Sorrento”.

In accordo tra il WWF e i proprietari del fondo rappresentati dal loro legale, si è concordato l’impianto di un nuovo esemplare di analoga specie, al posto del pino preesistente secondo la normativa vigente, che dovrà avere al momento della messa a dimora già discrete dimensioni in modo da svolgere quanto prima il ruolo e le funzioni del suo predecessore, che per oltre un secolo è stato testimone del passare del tempo, della storia e delle vicende umane.

Lascia una risposta