Abusi, ancora abusi, sempre abusi

Abusi sul Monte Faito

Monte Faito, località Sorgente della Londra: in pieno bosco spunta un tracciato di circa 300 metri. Un altro sbancamento. Un’altra ferita inferta al territorio. Finiranno mai gli abusi?

Ancora una volta Monte Faito è stato stuprato. Le opere di sterro e sbancamento, del tutto abusive, sono state realizzate nella zona B del Parco Regionale dei Monti Lattari, in area sottoposta a vincolo paesistico e idrogeologico. Questo ennesimo abuso ha modificato irrimediabilmente lo stato dei luoghi e resterà a testimoniare la scelleratezza dell’uomo.

L’intervento della forestale ha portato al sequestro dei mezzi utilizzati nel cantiere – tra cui una pala meccanica – all’individuazione e alla conseguente denuncia a piede libero del responsabile dei lavori e del committente.

Si pone ancora una volta il problema del controllo di questa stupenda montagna – dichiara Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – un’intera montagna divisa tra demanio, provincia e regione ma senza alcun reale controllo. Gli scempi e gli attentati a questo enorme scrigno naturale sono molteplici: dal bracconaggio al furto di alberi secolari, dalle discariche di rifiuti all’abusivismo, dagli incendi all’utilizzo irresponsabile dei boschi. Insomma un vero gioiello inserito a pieno titolo nel Parco Regionale dei Monti Lattari ma, di fatto, terra di nessuno”.

Anche gli pseudo tentativi di “valorizzazione” messi in cantiere dall’amministrazione locale con i soldi della provincia, spesso, si sono rivelati l’ennesimo attacco al patrimonio naturale. Un esempio per tutti: la deturpazione del bosco di castagni plurisecolari avvenuta a giugno 2009. Un crimine pensato a tavolino, per permettere la realizzazione di una sagra che avveniva tranquillamente da anni e senza che ci fosse la necessità di manomettere un intero Sito di Interesse Comunitario quale quello rappresentato del Castagneto secolare del Faito.

I tagli, effettuati per opera di quell’improvvido intervento, – continua d’Esposito – hanno provocato una sostanziale modifica dello stato dei luoghi e delle caratteristiche vegetazionali e paesaggistiche dell’area inserita in zona SIC Dorsale di Monti Lattari e nonostante la Soprintendenza, l’Ente Parco e la Regione segnalassero l’illegittimità dei lavori in corso, essi continuarono sfacciatamente tra l’indignazione delle associazioni ambientaliste e dei cittadini”.

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