AAA. Ulivo secolare cerca rispetto

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L’Ulivo secolare che ha scelto come residenza il Comune calabro di Cassano allo Ionio, i suoi 650 anni se li porta ancora bene. Discreto e sornione, continua da secoli a essere prezioso testimone delle vicende della natura e di quanti, ignorandolo, gli passano accanto.

Gli Ulivi secolari affondano le radici in profondità nella nostra cultura, per questo suscitano emozione, rispetto e meraviglia.  Essi rappresentano una delle tracce più autentiche impresse dal complesso rapporto uomo-natura, con le profonde implicazioni storiche e sociali che ciò comporta. Inoltre, un Ulivo secolare, come tutti gli alberi monumentali, diventa anche indice del grado di conservazione dell’ambiente e del territorio che lo ospita.


Come vecchi saggi
, questi nerboruti e contorti alberi, tramandano la memoria delle nostre tradizioni contadine, scandiscono il tempo degli avvenimenti storici che li vedono muti spettatori degli accadimenti che li hanno segnati e qualche volta danneggiati. Difficile esprimere l’emozione che si prova al loro cospetto. Impossibile descrivere la sensazione che dà il pensiero che stanno lì immobili da centinaia di anni e, perciò, hanno visto più storia di quanto noi potremmo mai immaginare. Ma emozioni e suggestioni a parte, questi alberi hanno anche un grande valore scientifico, storico e paesaggistico. La loro longevità è di enorme importanza perché è la prova di una resistenza genetica così grande da permettere loro di oltrepassare indenni ere di ostilità (atmosferiche, cambiamenti climatici, disastri ecologici e naturali, cementificazioni, e quant’altro).

Gli ulivi oggi rappresentano un patrimonio che identifica un territorio. Rappresentano la qualità ambientale più vera, un riferimento turistico e culturale da custodire. Non a caso in alcune regioni, come la Puglia, l’Unesco ha riconosciuto l’albero d’ulivo monumentale “Patrimonio dell’Umanità”.

Sarebbe davvero un delitto, dunque, se all’Ulivo di Cassano allo Ionio, già ristretto in un minuscolo cerchio di terra circondato dal cemento, non gli fossero resi i dovuti onori.  Abbiamo ereditato la bellezza e il legame del nostro territorio con la civiltà contadina dei padri, perciò dovrebbe essere impensabile e impossibile privarci degli elementi caratterizzanti del nostro territorio. E quell’Ulivo di 650 anni, di cui ancora pochi apprezzano la maestosità e l’energia, è uno di questi elementi. Tutelarlo esaltandone l’esistenza, non può che recare benefici a tutti: al territorio, alla storia, alla cultura, al turismo, all’ambiente, all’Ulivo e a noi stessi.

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